| Nella tappa che ha riportato il Milan Park a Milano, in un impianto storico della città meneghina come il Velodromo Vigorelli, Ricardo Oliveira ha espresso la sua gioia di essere al Milan in conferenza stampa, ha firmato autografi e salutato i bambini presenti, e ha parlato anche con i cronisti presenti all’evento. Molti i temi trattati dall’attaccante brasiliano del Milan.
La condizione fisica. Devo entrare in forma per mettermi a disposizione dell’allenatore, E’ importante per me entrare a far parte del Milan e lottare per giocare. Ora è importante più questo delle promesse che potrei fare.
Kakà. Magari potessi fare quello che ha fatto lui! Essere in uno dei più grandi club del mondo come il Milan è una grossa responsabilità, e per me una gioia immensa.
Il ginocchio. Non ho problemi al ginocchio. In Brasile giocavo, e giocavo bene, senza nessun problema. E’ solo tanto che non gioco 90 minuti, dal 9 agosto in finale di Libertadores con il San Paolo. Sono sicuro che il lavoro che stiamo facendo porterà ottimi risultati.
Il gioco di Ricardo. Sapete già che mi piace giocare davanti alla porta, ma anche lavorare per la squadra, aprire gli spazi per i compagni. Mi piace giocare in velocità. Comunque la squadra è sempre più importante del singolo giocatore.
La maglia numero 7. Tutti mi dicono che è importante, so che la gente mi dà responsabilità e io non voglio tradire la fiducia di nessuno. Sheva ha dato tanto, è stato 7 anni e ha fatto la sua storia nel Milan, ma ora io sono qui per fare la mia, di storia. Devo lavorare molto e trovare il mio spazio nella squadra. Cercherò di fare del mio meglio, è la mia occasione.
Inzaghi-Gilardino. Anche a loro piace giocare vicino all’area di rigore come a me, li conosco bene, ma non avrò nessun problema a giocare con loro. Ho caratteristiche che si possono adattare alla squadra. Deciderà il mister ma io non ho problemi a giocare con loro.
La preparazione. Devo lavorare sodo, e sfruttare il potenziale fisico. C’è stato un cambio di lavoro per me, perché in Italia si lavora molto di più, il calcio italiano è più duro.
I tifosi. Devono starci vicini e credere nella nostra squadra, perché ha dimostrato di essere una delle più forti del mondo e di sempre. Istanbul è stato un caso che nel calcio capita, e la penalizzazione è un problema che si può risolvere. La squadra è forte, e ha tradizione sia in campionato che in Champions League. Chi gioca contro il Milan lo rispetta perché sa quanto vale, il Milan lotterà per conquistare i trofei. Siamo grandi e forti.
Dopo aver salutato i bambini, firmato autografi e concesso fotografie ai tifosi presenti al Vigorelli, Ricardo ha parlato anche con i cronisti, dicendo che “nella vita tutto passa, Maratona, Zidane… Ho molto rispetto per Sheva che è stato sette anni nel Milan, ma io sono qui per costruire una nuova storia tutta mia. Per me il 7 va benissimo, devo solo far gol, e basta”.
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